il manifesto di Gastona
Siamo ancora bambini!
Prima di imparare l’alfabeto, le regole e il buoncostume sapevamo ridere di pancia, inventare mondi con due sassolini e dire tutto ciò che pensavamo senza troppi filtri. Quella leggerezza non ha scadenza: l’abbiamo messa da parte, ma scalpita sempre dentro di noi! Una volta finiti i compiti…lasciamola uscire a giocare!
Chi dimentica di giocare, dimentica di vivere.
Senza la voglia di pasticciare, scherzare, curiosare, sbagliare, di stupirsi e meravigliarsi delle cose semplici, la vita è una cacca puzzolente! Chiediti sempre “Oggi ho già fatto la mia capriola?”. Se la risposta è no, hai ancora tempo, falla adesso! SU!
Si può diventare grandi senza per forza essere tristi e noiosi!
Calarsi le braghe è un atto di libertà.
Crescere è come indossare panni eleganti: da adulti interpretiamo ruoli impeccabili e misuriamo le parole. Ma questi abiti talvolta non sono forse stretti e scomodi? Leviamoli! Via! Sotto troveremo ancora facce sorridenti impiastricciate di gelato e ginocchia sbucciate. Calarsi le braghe non è maleducazione, è urlare al mondo con gentilezza: ecco chi sono! Due chiappe rosa e un mazzolin di fiori. Niente censure, nessuna vergogna. Solo la voglia di essere noi stessi: liberi e spensierati.
Una risata fuori luogo ci salva la giornata!
Ridiamo in riunione, cantiamo in coda alle poste, balliamo quando tutti sono immobili, abbracciamo le persone con cui siamo arrabbiati, facciamo le smorfie ai problemi! Apriamo il sipario e lasciamo entrare in scena la nostra vera natura.
Vivi di pancia e il te bambino non morirà mai!
E se lui non muore, non muore neanche la possibilità di cambiare il mondo con un’idea balzana, un sorriso o un abbraccio appiccicoso di zucchero filato.